BREVE ANTOLOGIA POETICA

selezione a cura di Silvia Moretti

Da:
L’UOMO SCRITTO, Sciascia, Caltanissetta-Roma, 1965

II (L’UOMO SCRITTO)

in quella immensa astrazione
si trovava bene, ormai, aveva rinunciato
a misurarla, queitamente osservava
quel viso acceso e spento quel sorriso cieco
quell’insondabile specchio
senza riflessi albero senza fine di rami
e senza radici solo ali abbracci di spazio

quello era il suo involucro il vestito da viaggio
in cui era stato cucito dalle interne dita
di una madre assegnatagli
per una breve eternità, avrebbe badato
a non strapparla a rammendarne
le lacerazioni il tessuto delle vene
le asole dei pensieri aperte e chiuse
e i bottoni delle convinzioni (non si logori
il filo di seta non imputridisca
nella gola dei nodi troppo stretti)

adesso bisognava resistere soltanto
al resistente passo del tempo
sul binario giusto
il futuro non avrebbe dovuto sfuggirgli
o arretrare o saltare stazioni

giovane longeva inconcreta
in quell’immensa astrazione
che si chiamava realtà
si trovava, ormai, e voleva restarci…

V

ma le parole erano rimaste troppo in ozio
e le sillabe impigrite si stiracchiavano gli accenti
bisognava riprendere il discorso, però
era crollato in cumuli di confusi silenzi

tanto poco tempo, già semidistrutte
le parti del discorso da ricucire
con muti suoni e aghi senza punta
un lavoro opaco e tetro, da rifare…

cominciò, ricominciò, ma il mondo era così pedagogico
e intimidiva le sue intenzioni,
parlare era necessario, urgente anzi,
ma si andava a capo dolorosamente, spez-
zandosi…

il dolore, per esempio, non riusciva più
a pronunciarlo, era tutto privato adesso
e già distirbuito in rispettose lingue mute
le parole pronunciabili erano esaurientemente scipìte
ma il silenzio gonfio di voci, come
accettarlo senza accelerare il passo
verso la propria morte? si indeboliva
la volontà di dirsi ma teneva ancora lontano
mentre si scriveva e riscriveva tutto l’uomo scritto
il sudario del silenzio nel mondo tutto detto
come mondo tutto da dire…

(FORSE L’INTERVALLO)

ma che nessuno ascolti
i parlatori
che tutti interrompano
i comizi e i secoli
che il silenzio
ci si accucci alle caviglie
aspettando la pietra fischiante sottovento

è l’intervallo (dicono) e non sappiamo più
quale sia l’atto che hanno dato
e quale adesso daranno
forse
è già stato recitato tutto il dramma,
e non è l’intervallo, questo, ma la pausa
della notte, il sipario del buio

o forse o, si deve ancora cominciare
e noi non siamo gli spettatori
ma
forse gli attori, che chiedono a se stessi
silenzio e attenzione …

(LE NEGAZIONI DI)

stava precipitando ormai,
in una terribile libertà mentale,
gli altri nemici cadevano
nel baratro dei discorsi
e lui saltava come una scimmia
superumana, o un uomo
superscimmiesco, da una negazione
a un’altra, evitando
i rami bassi della logica,
sul tronco secolare del buon senso
oscillando, da fronde alte e inquiete

il mondo, dopo tutto,
funzionava bene, anche senza
il suo incerto contributo sociale,
d’anima collettiva ce n’era abbastanza
nelle scatole di conserva animate
negli schermi tascabili con le istruzioni
per l’uso e i pensieri raffinati
chimicamente puri da pensare appena

ma era una terribile libertà
negare anche le negazioni
e dire sì, alla fine,
con quei no feroci e perplessi…

(LE SPEDIZIONI)

allo specchio o davanti a un altro: – siamo
tutti nella stessa spedizione, lo sapevi?
nella barca del secolo imbarcati per una x
con molte cognite e poche incognite da risolvere
lentamente, con pensieri da prendere in prestito
da questo o dal quel produttore

ma poi
il dubbio, vecchio amico rompiscatole, ti fa visita,
portandoti in regalo il solito antico enigma
della libertà e della caligine universale
e cominciano ad alitarti intorno, come sempre,
farfalle buie, neri fiocchi di neve pensieri felini
e inutilmente ti senti ampio pesante e sudato
e sospetti che forse non sei neanche
così reale, così semplicemente reale
eppure
con quel tuo sottile senso del tempo, quel fiuto
per il futuro? ma perdi subito di vista
le isole emerse solo per te e dimentichi
il numero della tua anima, come la grandezza
del tuo colletto di camicia
ecco:
partecipo anch’io alla spedizione del secolo, è vero,
ma perché diventiamo tutti sempre più mediocri?….

(DI TAGLIO)

avrebbe voluto usare
parole come coltelli,
e frasi e proposizioni
come ferri roventi
per recidere cauterizzare
il mondo come si conviene

e riusciva soltanto a usare
coltelli come parole,
tagliandosi tutto dentro

(le frasi fanno molto male
a chi le pronuncia
non bisognerebbe mai infilare
il coltello fra le labbra…)…

(LA BELLA CONFUSIONE)

un cadavere sogna: la felicità
sarebbe di poter dire a tutti
che sono veramente morto
e non far soffrire nessuno
e che la morte è la vita
che la crisi è la soluzione
che l’enigma e la menzogna
sono i volti della verità
che la confusione è la chiarezza
che il nulla è il tutto
che l’immagine è la realtà
che la stasi è il movimento
e che la cinèsi soltanto la cinèsi
è il riassunto di tutte le arti
perché è tutta una festa
e basta accettare e accettarsi
perché si possa baciare
anche l’anello del cardinale
la purezza è così sudicia
e porca la bellezza come la miseria
si può pregare dio solo bestemmiandolo
essere ateo comunicandosi
col prete e il rivoluzionario
senza destra né sinistra
senza altezza né bassezza
senza scegliere senza decidere
decidendo di non decidere

ma il film non si gira più
e il cinema è finito
lo schermo è tutto lo spazio
astronavi sì ma per scendere
nell’infinitamente piccolo
non chiamandolo uomo
fingendolo titano dubbioso soltao
amleto saltimbanco per le folle
che non capiscono i lunghi corridoi
e le comunicazioni fra i sepolcri
per le conversazioni funebri
e il tressette col morto

la macchina da presa sogghigna
e il registra conta le vertebre
del suo scheletro che si scuce

non sono le otto e mezzo
signori è mezzanotte
domani non c’è l’alba
all’alba non ci sarà domani…

(TERZA NATURA)

immàginati albero

prova almeno, vedrai, vale la pena:
i piedi si sprofondano nel bosco
le dita si contorcono in radici
e si allacciano subito alla terra
sotto traccia nell’erba nervi e vene
un sistema di comunicazioni
totale con il mondo
senti il flusso
del tuo sangue nuovissimo scrosciante
dall’alta nuca aerea leggera
fino alla tenerezza penetrante
nel sottobosco dentro l’umida ombra
della radice
ora tu sei connesso
con un moto più vasto sei nell’orbita
del pianeta ora viaggi nello spazio
aprendo verdi braccia remigandi. ….
hai provato
ora immaginati uomo. …

(UT) p. 58

raccòntati, parlàti,
sei tutta una favola
non diventare notizia
resta mito, reinventati

poi leggiti, scriviti
annotati, sempre:
che tu non dica poi
che non sei mai esistito. ….

(DI UN’ALTRA PACE) p. 69

è finito il tempo del sarcasmo
è finita la guerra col mondo
siamo tutti d’accordo nel non essere d’accordo
e sorridendo ci rassegniamo
a prendere tutto sul serio, lepidamente
curando l’indifferneza come la salute
e, all’improvviso, di colpo, a un tratto – come
diavolo si dice? –
lo scatto della mente la disobbedienza,
l’impazienza e l’inquietudine, virtù del furore
e dici “no”, ancora, “no al no”, ed è così finalmente
che sei d’accordo col mondo. ….

(HOMO VIDENS) p. 85

coltelli fra le palpebre, non occhi

ha sfogliato il giornale: fra due pagine
incartati ha trovato mille morti

ogni giorno così, a colazione
imburra il pane con sangue e notizie

poi si scrolla e cammina fra la gente
che maneggia morti di carta, tutta viva

guarda il mondo con occhi affilati
coltelli fra le palpebre, e taglia, e recide. …

(CINQUE REGOLE IRREGOLARI) p. 104-5

regola prima
non prendere
la malinconica abitudine del successo
appena l’hai ottenuto buttalo via
e ricomincia da capo

seconda
quando sei tutto mondano
tutto su questa faccia della medaglia
tutto sull’orlo esterno della moneta
gettala in alto e ricomincia da capo

terza
battiti sempre non stancarti della stanchezza
contro gli ultimi draghi del potere
sia tuo che degli altri: ricorda
che tutto ciò che innalza un uomo ne umilia un altro
e ricomincia da capo

quarta
la realtà è più misteriosa
del mistero
occorre molta fantasia per trovarla
ti dicono: questo è reale – e tu buttalo
e ricomincia da capo a cercare

quinta
nulla ha più insuccesso
del successo (iterazione inutile). ….

CONTATTI

Vuoi organizzare una presentazione del libro? Sei interessato al progetto scrivereinversi? Conduci già delle ricerche o stai svolgendo attività a riguardo? Scrivici