esercizio 3

tre poesie la mia storia – biografia divers(i)nforme

INTRODUZIONE

Capitò, all’iniziar dei quarant’anni, che… Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita. Inferno, canto I: Dante nella selva oscura… Chi mai lo dimentica, se l’ha incontrato? Se l’ha imparato a memoria… sentito citare, utilizzare infinite volte? Ma può esserci una volta in cui, più di ogni altra, ci sono versi che… La cultura, se a portata collettiva, disponibile, accessibile, diventa patrimonio di tutti. E la cultura sta in ciò che tanti ci hanno lasciato, tramandato, insegnato, fatto giungere, aperto ai nostri occhi. Noi vorremmo essere insieme, non possiamo farne a meno. L’arte, la cultura può diventare strumento per tutti, aiuta a pensare: la memoria è chiave di volta nel processo del pensiero. Cos’è la nostra biografia? È memoria? … che a seconda dei momenti, tempi della nostra vita ci mostra, ci dice e dice chi siamo, dicendoci ciò che siamo stati? … ma, parlando dall’oggi, con il noi che siamo diventati. Tutta la nostra strada-vita, fatta facendosi. In quel giorno, all’iniziar dei quarant’anni, svegliandomi mi chiesi, o meglio, mi dissi: “Se morissi adesso, non saprei perché sono venuta al mondo”… E ora, saprei rispondermi? Forse, mi direi “… per essere ciò che oggi sono, oggi… domani un altro po’ ancora”… Lunga potrebbe essere la strada del racconto. Ma, è accaduto che, senza uno scopo premeditato, accostando le tre poesie che inserisco in questa sezione, le abbia sentite parti fortemente restitutive di me, del racconto della mia vita, quasi una sintesi. Si arriva, con la terza poesia, agli anni del risveglio di quel mattino… e poi? Il poi e il prima nella poesia si saldano, si fondono, come accade nello scrivereinversi … Era questo strumento che mi mancava? Direi di no, per quel che ricordo di come mi sentissi prima, nel dopo da cui mi guardo. Di fatto si aggiunse altro. E lo scrivereinversi diventò un modo di essere, di fare, pensare, dire dicendomi a me e agli altri, un modo-mezzo che ora mi accompagna.
da Ritratto, installazione di Davide Skerlj – Museo civico di Rovigno - Galleria San Tommaso, art program, 2012, Rovigno, Croazia

questa immagine è dedicata alle tre poesie, in evidente-evidenza alla prima

1. sage femme _ inizio

2. berto el cjaliàr _ crescendo

3. risvegli mancati … _ vivendo

4. biografia _ al 2020

PIA ABELLI
mercoledì, 12 agosto 2020

Pia Abelli Toti nasce a Trieste nel 1941 da genitori friulani. Vive la prima infanzia a Cervignano del Friuli. Fino ai trent’anni abita per lo più a Udine. Si diploma geometra, lavora in vari ruoli. Si laurea in scienze geologiche tra Roma e Trieste. Si sposta definitivamente a Roma nei primi anni Settanta. Per anni ha insegnato sia in Friuli che a Roma. Negli anni ’80 si laurea in psicologia e diventa psicoterapeuta.

Mancato Gianni Toti, dà origine a La Casa Totiana (2009), in cui raccoglie e ordina i fondi artistici di Gianni Toti e di Marinka Dallos Toti, pittrice ungherese.

Nel 2015 contribuisce all’avvio della startup Poetronicart, innovativa piattaforma che sviluppa e offre tecnologie, soluzioni e strumenti per gli operatori del campo artistico. Lo scopo guida rimane quello individuato da La Casa Totiana: “Valorizzare e diffondere l’interazione potenziatrice tra arte, scienza ed economia”. Soltanto di recente si è iniziato a parlare anche sulla stampa della necessità di passare dal paradigma STEM (science, technology, engineering, mathematics) al più completo e rispondente STEAM, in cui la A aggiunta sta per arts.

I due volumi di poesia, inVERSipensANDO 2017 e conTEMPORAnea 2018, pubblicati nel 2018 da Bordeaux Edizioni, costituiscono le prime opere e fanno parte di una raccolta più ampia nata a metà del 2014. La loro pubblicazione, come avviene per eterno inizio, è funzionale all’Operazione scrivereinversi.

Il PROGETTO_ Ricerca sullo scrivereinversi s’inserisce e fa parte dell’OPERAZIONE scrivereinversi, che mira a evidenziare linguaggi adatti per favorire lo sviluppo del pensare. Con il presente PROGETTO si intende promuovere una RICERCA  a partire dall’ambito delle neuroscienze cognitive del linguaggio, dell’apprendimento e della formazione per l’insegnamento. Altri apporti di ricerca provenienti da ambiti diversi, purché miranti alla finalità esposta, sono ugualmente e favorevolmente accolti. Nel frattempo possono essere avviati percorsi sperimentali empirici, spontaneamente condotti nei contesti scolastici sia pubblici che privati. Utile sempre una prima fase di ricognizione, indagine che raccolga analoghe esperienze già avvenute negli anni recenti.

Lo SCOPO primo e ultimo resta l’adoperarsi per individuare percorsi, da rendere possibili su larga scala, adatti a favorire lo sviluppo della mente,  quindi del pensare, sempre inteso come fare-pensare in tutti. A tale fine si ipotizza che l’insegnamento dello scrivereinversi, a partire dai bambini, possa favorire e contribuire allo sviluppo del pensare,  capacità imprescindibile per rispondere ai bisogni della vita. Gli strumenti conoscitivi, innovativi, teorici e tecnologici di cui oggi disponiamo alimentano la speranza che si possa intervenire più efficacemente  di quanto finora sia avvenuto.

Davide Skerlj

nato a Trieste nel 1963, ha studiato all’ Accademia di Belle Arti di Venezia, e si è diplomato in pittura nel 1986.

Dal 1991 al 2000 ha soggiornato a N.Y.C e ha collaborato per le riviste di arte contemporanea: NY, Arts Magazine e Broadway Gallery.

Dal 2000 risiede a Trieste, con frequenti viaggi all’ estero per lavoro. Realizza progetti in campo artistico sociale con diversi media: installazioni, video – arte, performance sperimentali.

Si interessa di linguaggi artistici non convenzionali, avendo come soggetto di ricerca il corpo umano e la sua marginalità.

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