La storia del Tikgi

Fiaba filippina

Che svela come gli uccelli spesso non sono quello che sembrano.

«Tikgi, tikgi, tikgi, vogliamo aiutarti. Lasciaci mietere il tuo riso».

Ligi era andato nel campo a guardare il suo riso che cresceva, ma nell’udire questo suono alzò lo sguardo e fu sorpreso di vedere alcuni uccelli che volteggiavano sopra la sua testa e che lo chiamavano.

«E perché mai? Voi non potete mietere il riso» disse Ligi. «Siete uccelli e sapete solo volare». 

Ma gli uccelli insistevano; così, alla fine, disse loro di fare ritorno quando il grano fosse stato maturo, e quelli volarono via.

Non appena gli uccelli se ne furono andati, Ligi sentì un grande desiderio di rivederli, e mentre tornava a casa sperò che il suo riso fosse pronto al più presto. Quando Ligi si fu allontanato, gli uccelli tikgi iniziarono a usare la magia in modo che il riso crescesse rapidamente, e cinque giorni dopo, quando tornò al campo, Ligi trovò gli uccelli pronti a mietere il grano maturo. Ligi mostrò loro da che punto cominciare il lavoro, e poi li lasciò.

I tikgi sussurrarono allora alle falci: «Falci, mietete il riso da sole con le vostre lame affilate». E alle fasce che giacevano lì vicino dissero: «Fasce, avvolgete il riso che sarà mietuto». 

E così le falci e le fasce presero a lavorare, facendo come era stato detto loro di fare. 

Quando Ligi tornò al campo nel pomeriggio, i tikgi dissero: «Vieni, Ligi, e guarda cosa abbiamo fatto, perché ora vogliamo tornare a casa». 

Ligi rimase sbalordito, perché vide che erano stati mietuti e avvolti ben cinquecento fasci di riso. Così disse: «Oh, tikgi, prendete tutto il riso che desiderate come ricompensa, perché vi sono molto grato». 

Allora i tikgi presero qualche chicco di riso ciascuno, dicendo che era tutto ciò che potevano portare con sé, e volarono via. 

La mattina dopo, quando Ligi raggiunse il campo, trovò gli uccelli e disse: «Mietete il riso più velocemente che potete, perché quando sarà finito farò una cerimonia per gli spiriti, e anche voi dovete esserci». 

«Ci saremo» rispose il tikgi «ma ora è meglio iniziare il lavoro; puoi andartene, perché non c’è bisogno che tu stia qui». 

Così Ligi andò a casa e costruì un granaio per custodire il suo raccolto, e quando tornò al campo il riso era stato tutto mietuto. Allora i tikgi dissero: «Abbiamo tagliato tutto il tuo riso, Ligi, perciò dacci la nostra ricompensa, e quando tornerai a casa il raccolto sarà già nel tuo granaio». 

Ligi si chiese come sarebbe stato possibile, e quando tornò a casa e vide che il suo granaio era colmo di riso, iniziò a dubitare che i tikgi fossero veri uccelli. 

Non passò molto tempo e Ligi invitò tutti i suoi parenti dai diversi villaggi perché lo aiutassero a preparare la cerimonia per gli spiriti. Presto anche i tikgi comparvero, e presero a volare sopra le teste degli invitati facendo bere a tutti così tanto basi che presto furono tutti ubriachi. Poi dissero a Ligi: «Adesso andiamo a casa; non è bene per noi restare qui, perché non possiamo sederci tra la gente». 

Ligi decise di seguirli finché non arrivarono all’albero di bana-asi, dove li vide togliersi le piume e metterle nel granaio del riso – e trasformarsi all’improvviso in una bellissima fanciulla.

«Allora non sei il tikgi che è venuto a mietere il mio riso» dissi Ligi. «A me sembri una bellissima fanciulla». 

«È così» rispose lei «mi sono trasformata in uno stormo di tikgi e ho mietuto il riso per te, altrimenti non mi avresti mai trovata». Ligi la riportò a casa sua, dove le persone stavano ancora festeggiando, e non appena la videro iniziarono a masticare le magiche noci della palma di betel per scoprire chi mai fosse.

La regina di Ebang e suo marito irruppero all’improvviso alla festa, perché avevano capito che la ragazza non poteva che essere la loro figlia, scomparsa dalla loro reggia un giorno molto lontano. In risposta alle loro domande concitate, la ragazza raccontò che era stata imprigionata nell’albero bana-asi dal perfido Kaboniyan, fino al giorno in cui era riuscita a trasformarsi negli uccelli tikgi e aveva raggiunto il campo di Ligi.

Ligi si era oramai perdutamente innamorato della ragazza, che lo ricambiava, e chiese ai suoi genitori il permesso di sposarla. I genitori diedero il loro consenso, immensamente felici per la figlia ritrovata, e dopo il matrimonio per tre mesi ci furono feste e grandi banchetti, perché tutti i granai erano colmi di riso, e il futuro non era mai stato così felice.

1 – Il basi è una bevanda alcolica fermentata fatta con la canna da zucchero, tipica della regione di Ilocos, nelle Filippine

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