Gli otto immortali

Fiabe Cinese

Dove scopriamo che per diventare un guerriero Immortale occorre davvero molto coraggio.

C’era una volta un pover’uomo che alla fine dei suoi giorni non aveva un tetto per ripararsi e nemmeno un boccone da mangiare. 

Così, stanco e sfinito, si sdraiò accanto a un tempietto del dio dei campi che stava sul ciglio della strada e si addormentò. Sognò che il vecchio dio dei campi dalla barba bianca usciva dal suo piccolo santuario e gli diceva: «So come aiutarti! Domani gli Otto Immortali passeranno su questa strada. Gettati davanti a loro e implorali!».

Quando l’uomo si svegliò, si sedette sotto il grande albero accanto al piccolo tempio del dio dei campi e aspettò tutto il giorno che il suo sogno diventasse realtà. 

Alla fine, quando il sole era quasi tramontato, scesero lungo la strada otto figure, che il mendicante riconobbe chiaramente essere quelle degli Otto Immortali. 

Sette di loro stavano correndo più in fretta che potevano, ma uno di loro, che aveva una gamba zoppa, incespicava dietro agli altri. L’uomo si gettò sulla terra davanti a questo Immortale, il cui nome era Li Tia Guai. Ma l’Immortale zoppo non voleva occuparsi di lui, e gli disse di andarsene.

Il pover’uomo però non si arrese e lo supplicò, pregandolo di poter andare con loro ed essere anche lui uno degli Immortali. 

«Sarebbe impossibile» disse lo storpio. Tuttavia, poiché il pover’uomo non interrompeva le sue preghiere e non voleva lasciarlo andare via, alla fine disse: «Molto bene, allora, afferra il mio cappotto!». 

L’uomo lo afferrò e venne trascinato di tutta fretta su sentieri e campi e ancora molto oltre. All’improvviso si trovarono insieme in alto sulla torre di Pong-lai-schan, la montagna fantasma sul mare orientale. Ed ecco apparire anche gli altri Immortali! Ma erano molto scontenti del compagno che Li Tia Guai aveva portato con sé.

Eppure, poiché il pover’uomo supplicava così sinceramente, anche loro si lasciarono commuovere e gli dissero: «Molto bene! Ora salteremo in mare. Se ci segui anche tu potresti diventare un immortale!». 

E uno dopo l’altro i sette balzarono in mare. Ma quando arrivò il turno dell’uomo, questi si spaventò e non osò saltare. Allora lo storpio gli disse: «Se hai paura, non puoi diventare un immortale!».

«Ma cosa devo fare adesso?» gemette l’uomo. «Sono lontano da casa mia e non ho soldi!». Lo storpio staccò un frammento della merlatura della torre e la pose sulla mano dell’uomo; poi balzò anche lui dalla torre e scomparve in mare come i suoi sette compagni.

Quando l’uomo esaminò più attentamente la pietra che aveva in mano, vide che era dell’argento più puro che avesse mai visto. Questo gli permise di avere i soldi per viaggiare durante le molte settimane che ci vollero per tornare a casa. 

Ma a quel punto l’argento era completamente esaurito e si ritrovò povero come lo era stato prima.

 

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