Il pesce lucente

Fiaba abruzzese

In cui scopriamo che non tutti i danni vengono per nuocere e che i viandanti possono cambiare la sorte.

Tanti anni fa, in una piccola e mesta casetta in riva al mare, vivevano due vecchietti, che a stento riuscivano a campare. I due non avevano avuto figli e ormai erano rimasti soli. 

Per loro la vita era davvero dura, in special modo da quando la moglie si era ammalata ed era ancora debole. Il vecchio, per recuperare qualche spicciolo, tutti i giorni si inoltrava nel bosco per fare un po’ di legna che poi vendeva in fascine per comperare lo stretto necessario per sopravvivere. 

Una mattina, mentre si dirigeva verso il bosco, incontrò un vecchio signore con una lunga barba, bianca e liscia come la seta; gli si avvicinò e gli disse: «Mi chiamo Martino. So che sei buono e conosco i tuoi patimenti, per questo voglio aiutarti: ecco per te una borsa con cento denari. Fanne buon uso». 

Il pover’uomo, tutto emozionato e palpitante, tornò di corsa a casa e nascose il denaro sotto un mucchio di letame, ma non ne fece parola con la moglie.

Il giorno dopo, di ritorno dal bosco, trovò una bella sorpresa: la tavola era imbandita come per un gran banchetto, con patate, funghi e crostata alle mele. «Ma come hai fatto moglie mia a comperare tutto questo ben di Dio?» domandò il vecchio. 

Lei, allora, gli rispose tutta soddisfatta: «Marito mio, ho venduto tutto il letame».

«Sciagurata! Che hai fatto? C’erano nascosti cento denari d’oro zecchino! Oh povero me! Come farò adesso?».

La mattina dopo, più infelice che mai, il vecchio riprese stancamente la strada per il bosco. Ma, per sua fortuna, lungo il cammino incontrò di nuovo Martino dalla lunga barba bianca che gli disse: «So cosa ti è capitato, per tua sfortuna. Ma coraggio, io sono qui per aiutarti: eccoti altri cento denari, fanne buon uso».

Questa volta il vecchio li nascose sotto un mucchio di cenere, ma ancora non disse nulla alla moglie. La donna, il giorno successivo, pensò di vendere la cenere per riuscire a preparare un’altra cenetta squisita. Immaginate la disperazione del povero boscaiolo quando vide la tavola imbandita! L’indomani, più sconfitto e abbattuto che mai, si mise a sedere sotto un grande castagno, e pianse calde lacrime silenziose. 
Ma dopo poco, con sua sorpresa, passò di lì sempre quel misterioso vecchio dalla lunga barba bianca, che gli disse: «Non ti darò del denaro, oggi. Tieni queste tre belle ranocchie, vendile e col ricavato comprati un bel pesce, il più grosso che tu riesca a trovare». 

Il vecchio, che si fidava ciecamente di Martino, fece proprio così: si recò da un pescatore e prese il pesce più bello e più grande che aveva.

La notte si accorse che, al buio, quel pesce luccicava in modo straordinario; assomigliava a una lanterna, tanto era forte la luce che emanava. Così, decise di appenderlo fuori della porta, perché stesse al fresco.
Quella notte era buia e tempestosa e molti pescatori in alto mare erano disperati perché non riuscivano ad avvistare la costa. Poi, all’improvviso, intravidero quell’intenso bagliore e, remando in quella direzione, riuscirono a salvarsi. Grati, regalarono al vecchio metà del loro pescato e fecero con lui un patto: se avesse appeso quel pesce fuori dalla sua porta tutte le sere, lo avrebbero rifornito di pesce ogni giorno. E così fecero. Fu così che il vecchio e sua moglie non conobbero più gli stenti della miseria e della fame, e vissero, da allora, una vita piena e felice.

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