Bilber e Mayrah

Fiaba aborigena

Dove venti impetuosi si abbattono sulle dune e uomini astuti diventano topolini.

Bilber, il topolino delle dune di sabbia famoso per il suo pelo morbido, un tempo era un uomo, e viveva in un accampamento con il vento Mayrah come compagna. 

Mayrah era di certo una strana compagna, perché era invisibile. Poteva conversare con Bilber, ma per quanto lo desiderasse, Bilber non poteva mai vederla. Un giorno disse a Mayrah: «Perché non diventi come me, così finalmente potrò vederti?». 

«Io posso vederti» disse Mayrah.

«Sì, lo so che puoi, ma io no; posso solo sentirti. So che sei lì perché vedo il miele scomparire, e so che lo stai mangiando. Ma anche se passeggio con te, seguendo la tua voce, non riesco mai a vederti, e io desidero tanto rivedere il viso di qualcuno».

«Ma io posso vederti, e questo è quello che conta. Non cambierò aspetto per te». 

«Ma io lo desidero molto, e se non accadrà, tornerò dalla mia tribù. Se solo potessi vederti, non desidererei una compagnia migliore».

«Beh’, io adesso vado a caccia. Verrai con me?».

«No, oggi rimarrò al campo». 

Mayrah il vento se ne andò sollevando un piccolo mulinello di terra, e quando la sera si fece vicina, non fece ritorno. All’improvviso, in lontananza, Bilber sentì un terribile ruggito. Poi, dal punto in cui sembrava provenire il suono, vide sollevarsi una colonna di polvere, e foglie che zampillavano. 

«Che razza di tempesta è questa?» si chiese. «Non ho mai visto nulla di simile. Salirò su quel costone di sabbia, farò un buco nel terreno soffice e vi entrerò, così questa tempesta non mi trascinerà nella sua furia». 

Bilber corse più veloce che poté verso la morbida collina di sabbia, mentre la tempesta ruggiva alle sue spalle; fece un buco e si nascose all’interno, in attesa che la tempesta di vento cessasse.

Il vento si levò, facendo vorticare alberi e piante, e distruggendo l’accampamento. Ruggì a lungo intorno alla buca di Bilber, ma non potendolo stanare prese a ululare di rabbia impotente e procedette furioso, finché la sua voce non fu che un sussurro in lontananza. 

Dopo un po’ Bilber uscì dal suo rifugio. Si era sentito così al caldo e al sicuro nella sua tana di sabbia che aveva deciso di viverci per sempre – e che un giorno vi avrebbe portato sua moglie. 

Da allora la tribù di Bilber vive nelle tane di sabbia, e ha assunto la forma di un topolino dello stesso colore delle dune.

I discendenti di Bilber sentono ancora la voce della sua vecchia compagna, ma non vedono mai il suo volto, né la sentono più parlare la loro lingua di un tempo; è ancora arrabbiata per le parole di Bilber – che l’avrebbe lasciata se non avesse mostrato il suo volto – e ancora ulula e ruggisce mentre si precipita abbattendosi con furia sulle pianure.  Sicuramente anche voi l’avete sentita nelle notti più paurose. 

Da allora nessuna delle tribù ha mai visto dove si accampasse; gli unici a saperlo sono i sei venti che soffiano, e non svelano il segreto a nessuno.

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