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VISIONE /

Sulla base di quanto emerge dalle investigazioni sul campo (Essere Animali, 2017), le strutture dedicate all’allevamento di visoni in Italia sono organizzate in capannoni privi di muri laterali così che le fredde correnti invernali stimolino l’infoltimento della pelliccia. All’interno dei capannoni sono sistemate le gabbie (per legge misurano 36×70 cm, alte 45 cm) che talvolta contengono più visoni al loro interno. I visoni sono animali semiacquatici che in natura possono percorrere anche 20 km in un giorno. In gabbia, in mancanza di spazi vitali adeguati, i visoni manifestano comportamenti stereotipati e nei casi più gravi automutilazioni.L’unico diversivo è il cibo che viene somministrato loro direttamente sopra la gabbia: un miscuglio di farina, grano e frattaglie di pollame e pesce, che i visoni leccano tra le maglie della rete. In dicembre, all’età di circa 8 mesi, avviene l’uccisione. Il metodo è pensato specificamente per non rovinare il pelo: la camera a gas. Segue la concia della pelliccia, dove il pelo viene trattato con agenti chimici per essere conservato e inviato alle aste di tutto il mondo. Il resto del corpo viene invece smaltito come rifiuto speciale.