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In molti ristoranti, i crostacei in attesa di essere mangiati sono costretti a sopravvivere in piccole vasche che ne limitano considerevolmente i movimenti; le chele sono legate, in modo tale da impedire loro di aggredirsi a vicenda. In natura, questi animali vivono in ampi spazi nei fondali marini e, nel momento in cui si trovano rinchiusi, manifestano comportamenti aggressivi. In altri casi, anche se vietato dalla legge, i crostacei vengono tenuti nel ghiaccio. La loro fine rimane comunque quella di essere gettati vivi in acqua bollente. Lo studio pubblicato sul Journal of Experimental Biology (2013), sottolinea le reazioni dovute al dolore dei crostacei, distinguendole da quelle generate da un movimento riflesso e contraddicendo in questo modo quanto creduto finora, ossia che questi movimenti fossero semplicemente dei riflessi automatici.